Why is New York City called the BIG APPLE ?

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21 thoughts on “Why is New York City called the BIG APPLE ?

  1. New York è chiamata BIG APPLE because the writer John Fitzgerland to describe the horse race, noted that the punter earned very much
    quindi GRANDE MELA = GRANDE RICOMPENSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!;)
    is it right?

  2. Nell 1997 il sindaco nominò la città di new york . perche ? il primo a parlare di new york e stato edward s. martin nel 1909 . Nel libro ha scritto che lo stato di new york è come un melo con le radici nella valle del mississippi è il frutto ( la mela ) nella città di new york. Negli anni a venire furono i musicisti jazz dicendo che si suona lontano dalla città , si suona sui rami , suonare in città è uguale a suonare nella ( grande mela ) . .😉🙂😉🙂

  3. New York si paragona a un melo le cui radici provengono dalla valle “proletaria” del Mississipi, mentre il frutto dell’ albero riceve dal governo un sussidio economico sproporzionato nei confronti degli altri stati dell’ unione federale.

  4. New York venne per la prima volta chiamata “grande mela nel 1909, in un libro scritto da Edward S.Martin; nel suo saggio paragona lo stato di New York (America) alla grande mela. Non fu’ piu’ usato questo termine, venne dimenticato negli anni 20, e riproposto da un cronista parecchi anni dopo . Grazie a lui questo termine venne poi usato in tutto il mondo!

  5. Nel 1909 Edward S. Martin, nel libro The Wayfarer in New York, paragona lo Stato di New York a un melo, con le radici nella valle del Mississippi e il frutto a New York. Negli anni venti il termine venne riproposto dal cronista sportivo John J. Fitzgerald, che aveva sentito definire così l’ippodromo di New York. Riferendosi ancora all’ippodromo, il cronista riportò come per gli scommettitori di corse dei cavalli New York fosse il circuito (“la mela”) più ricco a livello di guadagni.

  6. è chiamata big apple perchè i musicisti jazz quando andavano a suonare nei locali di manhattan ricevevano come ricompensa una grande mela rossa . poi un sindaco chiamò l’angolo della 54 Washington ” big apple corner” in onore di John.j.Fizgerald

  7. Il nome the Big Apple fu sentito per la prima volta da Fitzgerald nel gennaio del 1920 sulla bocca di due stallieri afroamericani, che definivano così l’ippodromo di New York. L’espressione gli piacque e la usò sul suo giornale, riferendosi sempre all’ippodromo. Nel 1930 un gruppo di musicisti jazz di colore iniziò a chiamare con questo termine prima Harlem e poi tutta New York perchè capitale del jazz nel mondo. L’ufficializzazione del termine risale al 1971 quando Charles Gillet, presidente dell’ufficio del turismo, usò il termine nella campagna di promozione della città. Infine nel 1997 il sindaco Rudolph Giuliani ha battezzato “Big Apple Corner” l’angolo tra la 540 strada ovest e Broadway, dove Fitzgerald abitò dal 1934 al 1963 per rendere omaggio al grande scrittore, in qualche modo padrino della definizione

  8. La prima volta che venne usata la similitudine “New York – Mela” fu nel 1909 da Edward S. Martin, nel libro “The Wayfaver in New York”. Nel suo saggio su New York, il Martin paragona lo stato di New York ad un melo le cui radici provengono dalla valle “proletaria” del Mississippi, mentre il frutto “aristocratico” dell’albero (appunto, la “grande” mela) riceve da parte del governo un sussidio economico sprzionato nei confronti degli altri stati dell’unione federale.
    Il termine venne dimenticato fino agli anni ’20, quando venne riproposto dal cronista sportivo John J. Fitzgerald che sentì questo termine sulla bocca di due stallieri afroamericani, che definivano così l’ippodromo di New York. L’espressione gli piacque e la usò sul New York Morning Telegraph, riferendosi sempre all’ippodromo, riportando come per gli scommettitori di corse ai cavalli, New York fosse sicuramente il circuito (“la mela”) più ambito e remunerativo.
    I musicisti jazz nel corso degli anni ’30 e ’40 spesso usavano quest’appellativo, ancora una volta come una metafora del successo che ci si aspettava dal suonare nei club di Harlem e Broadway. Quando si suonava lontano da New York, si suonava “sui rami”, al contrario suonare a New York significava suonare nella “Grande Mela”!
    Il soprannome è stato rispolverato, dopo un periodo di silenzio, negli anni ’70, quando Charles Gillet, presidente dell’ufficio del turismo, usò il termine nella campagna di promozione della città e New York City ne fece suo il simbolo di una mela rossa. Infine nel 1997 il sindaco Rudolph Giuliani ha battezzato “Big Apple Corner” l’angolo tra la 54 strada ovest e Broadway, dove John J. Fitzgerald abitò dal 1934 al 1963, per rendere omaggio al grande scrittore, in qualche modo padrino della definizione.

  9. il primo a parlare di new york come di un melo fu Edward S.Martin nel 1909 all’ interno del suo libro “The Wayfarer in New York”, che dice che lo stato di New York è come un melo con le radici nella valle del Mississipi e il frutto- la mela- nella città di New York.

  10. Nel 1909 Edward S. Martin, nel libro The Wayfarer in New York, paragona lo Stato di New York a un melo, con le radici nella valle del Mississippi e il frutto a New York. Negli anni venti il termine venne riproposto dal cronista sportivo John J. Fitzgerald, che aveva sentito definire così l’ippodromo di New York. Riferendosi ancora all’ippodromo, il cronista riportò come per gli scommettitori di corse dei cavalli New York fosse il circuito (“la mela”) più ricco a livello di guadagni.
    I musicisti jazz, nel corso degli anni trenta e quaranta spesso usavano questa definizione come una metafora del successo. Quando i concerti erano lontano da New York, si suonava “sui rami”; al contrario, suonare a New York significava suonare nella “grande mela”.
    I musicisti jazz, durante il proibizionismo, andavano a suonare nei locali di Manhattan e come compenso ricevevano una grossa mela rossa. Da qui l’abitudine di chiamare amichevolmente Manhattan “big apple”.
    Il soprannome è stato riproposto negli anni settanta in una campagna di promozione turistica della città. Nel 1997 il sindaco Rudolph Giuliani battezzò “Big Apple Corner” l’angolo tra la 54 West Street e Broadway, dove John J. Fitzgerald abitò dal 1934 al 1963, per rendere omaggio al giornalista che rese famosa la definizione.

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